Pietro Alotto: nuove tecnologie e didattica


Un interessante articolo di Pietro Alotto sul tema dell'utilizzo nella didattica delle Nuove Tecnologie dal titolo "Il valore aggiunto delle Nuove Tecnologie nell'insegnamento". 
La domanda posta da Pietro Alotto è: "Le ICT (Information and Communication Technology) sono necessarie o solo utili per la didattica?"
Si tratta di un tema, a mio avviso, cruciale in questa fase di implementazione delle tecnologie digitali nella didattica. Il sospetto è che, in molti casi, si stiano sostituendo le tecnologie alla didattica nel nome di una ideologia del digitale che vede questo come panacea di ogni male e fondamento di una rivoluzione del "fare scuola" che vede la scuola "buona" solo se "digitale" e definisce una identità professionale del docente in cui il buon docente è tale sole se "docente digitale".
Anche le modalità con cui si mira a diffondere una "cultura digitale" per l'insegnamento e l'apprendimento, sembrano spesso circensi, basate sull'evento e il culto dell'evento, tra meeting, fab lab, workshop, summer program, webinar, Edu Tournée, fiere e etc., quasi sempre senza nessuna ricaduta e molto auto celebrativi.
Naturalmente il buon docente deve essere anche "digitale", come il buon medico o il buon ingegnere, ma come questi non vengono chiamati medico digitale e ingegnere digitale così deve essere per il docente perché non è nel digitale che deve essere riposta la sua competenze specifica.
Per una critica della ragione digitale
L'argomentazione di Pietro Alotto è piuttosto articolata, in quanto rifugge dalla tentazione di dare una risposta manichea e perentoria e si sforza di definire i limiti entro i quali l'utilizzo delle tecnologie può essere utile. Come nota l'autore è infatti indubbio che le tecnologie digitali possano essere utili per la didattica, ma è altrettanto vero che molti usi di queste siano o inutili o dannosi.
Nel suo articolo Pietro Alotto individua casi in cui le tecnologie digitali possono essere utili e altri in cui possono essere perfino dannose all'apprendimento.
La convinzione di fondo, che condivido, è che "i problemi della scuola nascono dai contenuti di apprendimento e dalle metodologie didattiche non dalla presenza o meno delle tecnologie".
Penso che questa sia la strada giusta per un corretto ed efficace utilizzo delle tecnologie digitali nella scuola e non la digitalizzazione sistematica e a tappeto nel nome del "dio Bit".

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